<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	>

<channel>
	<title>ANMI</title>
	<atom:link href="http://www.marinaiditalia.com/index.php?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.marinaiditalia.com</link>
	<description>Associazione Nazionale Marinai d'Italia</description>
	<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:07:08 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.7</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Editoriale del Presidente Nazionale (Settembre 2008)</title>
		<link>http://www.marinaiditalia.com/?p=10</link>
		<comments>http://www.marinaiditalia.com/?p=10#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 16:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bollettini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marinaiditalia.com/?p=10</guid>
		<description><![CDATA[Chissà perché mi è tornato alla mente quello storico spot pubblicitario di una nota marca di amaro nel quale un impareggiabile Ernesto Calindri se ne stava placidamente seduto ad un tavolo, leggendo un giornale, mentre tutt’attorno sfrecciavano macchine a clakson spiegato. Ecco, mi sono detto, una bella immagine per rappresentare il Marinaio, serafico e saldo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText2">Chissà perché mi è tornato alla mente quello storico spot pubblicitario di una nota marca di amaro nel quale un impareggiabile Ernesto Calindri se ne stava placidamente seduto ad un tavolo, leggendo un giornale, mentre tutt’attorno sfrecciavano macchine a clakson spiegato. Ecco, mi sono detto, una bella immagine per rappresentare il Marinaio, serafico e saldo nei suoi ideali e nei suoi principi, sfiorato solamente dalle assordanti ma fatue mode, dai vezzi del momento e dalle abitudini deleterie (confesso però che molto spesso mi sono immaginato un seguito, fatto di reazioni contro questi soprusi, magari quando l’effetto dell’aperitivo fosse svanito!).</h5>
<h5 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify" class="MsoNormal">Questa estate, durante i miei (pochi) giorni di vacanza dalle incombenze dell’ufficio, ho potuto dedicarmi anche alla lettura più calma e prolungata della stampa nazionale e ciò mi ha aiutato a classificare alcune di quelle “macchine” moderne, contro il cui logorio siamo chiamati ad operare. Ho trovato una serie sconfortante di informazioni grossolane, di reportage di stucchevole maniera, grondanti retorica ed effetti ma privi di sostanza e di quei contenuti formativi, se non almeno educativi, che ogni buon giornalista dovrebbe sentire come responsabilità primaria e personale. Assenza di analisi, gossip sfrenato su personaggi di nessuno spessore né interesse, sinecura per la verità, insistenza sul dettaglio insignificante e fatuo, quando non l’immancabile catastrofismo dominavano le pagine, l’esatto contrario dello spirito del marinaio, razionale e conseguente così come ci ha insegnato il servizio in Marina.</h5>
<h5 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify" class="MsoNormal">Noi siamo per giunta molto fieri della nostra appartenenza, orgogliosi della nostra Patria e della Marina e quindi generosi nei giudizi, entusiasti ed ottimisti, specie quando dobbiamo parlarne ad estranei perché ne traggano un’immagine positiva. Invece, sulle nostre riviste viene continuamente, direi masochisticamente, proposta una visione pessimistica della nostra Patria, quasi catastrofica, con prevista desertificazione del territorio oppure fallimento dell’impresa Italia e della sua economia, una gara ad enfatizzare le difficoltà interne ed a minimizzare le positività invece di esaltarle ed incoraggiarle (penso alle piccole e medie imprese marchigiane, lombarde, venete ecc. che “tirano la carretta” e sostengono l’economia nonostante le batoste fiscali e la recessione mondiale). Ho letto un’infinità di servizi auto-denigratori, con interviste a persone che dicono di non arrivare alla quarta settimana del mese e non possono permettersi di comprare mezzo chilo di zucchine, come se la nostra terra fosse un novello Biafra. In aggiunta, nella stagione televisiva fatta solo di remakes, ecco di nuovo i film neo-realisti, dove compare un’Italia stracciona, magliara ed arruffona, pronta ad ogni mezzuccio pur di campare. Questo delirio di autoflagellazione proietta un’immagine davvero miserevole di tutti noi ed allora, scalfarianamente, io dico che non ci sto, come Italiano e come Marinaio: non è questa l’Italia in cui vivo, in cui sono felice di vivere, che ho servito. Non vi è dubbio che stiamo vivendo un momento di difficoltà (non solo noi, tutto il mondo, anche se, in questo caso, mal comune non è mezzo gaudio) ma siamo tutti vivi, vegeti, sovrappeso, lavoratori e reattivi. Allora, vorrei un’Italia più coerente, meno piagnona e più fiera ed orgogliosa, cioè più marinara. Perché subito dopo il piagnisteo eccoti lo strombazzamento dell’Italia dei vacanzieri, dei week-end a bollino nero, dei dieci milioni di veicoli sulle autostrade (a pagamento, s’intende) e dei nuovi modelli di suv che circolano nelle città (e che consumano un litro ogni tre kilometri). E spiagge affollate, caro-ombrellone, tutto esaurito (al mare ed in montagna), città deserte e le solite polemiche sui negozi tutti chiusi.</h5>
<h5 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify" class="MsoNormal">Penso allora che una Nazione affamata che chiude per ferie sia una contraddizione in termini, cioè una balla. Che le magagne ci siano è innegabile ma esse non possono (non dovrebbero) essere sbandierate: sarebbe più giusto esaltare gli aspetti positivi, fare ricorso a ciò che abbiamo di positivo, esaltare ciò che ci fa onore e ci unisce piuttosto che ciò che ci umilia o ci divide. Insomma, direi che sarebbe necessaria una cura massiccia, in tutti gli Italiani, di vero e proprio spirito marinaro, quello che fa considerare la propria come la nave più bella ed efficiente del mondo perché ci siamo noi a mantenerla ed a condurla, anche se si tratta di una bettolina che si affianca ad una portaerei. Noi vogliamo bene a questa barca Italia.</h5>
<h4></h4>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marinaiditalia.com/?feed=rss2&amp;p=10</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
