Scrivi al Presidente Nazionale

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Saluto da Monopoli
Data: 21/12/2016 08:56
Mittente: Giuseppe campanelli <giuseppecampanelli13@gmail.com>
Destinatario: “presidente@marinaiditalia.com” <presidente@marinaiditalia.com>

Gentilissimo Ammiraglio, le scrivo per ringraziarla di tutte le attenzioni che riserva alla nostra città e dei saluti che puntualmente mi giungono attraverso il Delegato Gesumino Laghezza. Ricambio i saluti con grande stima nei confronti della Sua persona e della preziosa attività  dell’ANMI. Approfitto anche per porgere i miei più cordiali auguri di Buon Natale, anche a nome dell’Amministrazione comunale. Nella speranza di poterLa avere ospite ancora a Monopoli, La saluto affettuosamente
Giuseppe Campanelli.
Vice Sindaco di Monopoli


 

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Comunicazione per ANMIPRES Amm. Pagnottella
Data: 25/10/2016 19:51
Mittente: ANMI Savona <anmisavona@gmail.com>
Destinatario: presidente <presidente@marinaiditalia.com>

Caro Ammiraglio Pagnottella
trasmetto, in allegato, la lettera che il Sindaco ha scritto alla Nostra Associazione nello scorso mese di settembre e della quale l’ho immediatamente ringraziata personalmente.
L’Avv. Ilaria Caprioglio è stata eletta nella recente tornata delle elezioni amministrative di maggio/giugno us e si è dimostrata immediatamente  sostenitrice delle attività delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma; è stata subito  d’accordo quando gli proposi la Cerimonia ed è stata presente, partecipe ed
entusiasta all’inaugurazione toponomastica del Molo Marinai d’Italia  svoltasi sabato 22 us. Durante l’intervento ha ribadito in maniera chiara  la sua vicinanza ai Marinai d’Italia ed ai nostri Valori citando lo statuto della nostra Associazione (invierò video del suo e del mio intervento da mia mail personale lugher@inwind.it con jumbomail). Comunico altresì la  piena disponibilità avuta dall’Amministrazione Comunale, nell’organizzare gli eventi per le conferenze nelle scuole e le presentazioni del libro dell’Amm. Romano Sauro durante il suo recente passaggio nella nostra città nell’ambito del Progetto Sauro100. Non devo dirlo io ma l’amico Romano è rimasto estremamente soddisfatto dall’accoglienza e dalla disponibilità….e dai liguri non sempre è scontato!!!
Tanto tenevo comunicare per eventuale Suo riscontro che, in caso affermativo, la prego di comunicarmi.
Un abbraccio marinaresco dai Marinai Savonesi
Luca Ghersi
Presidente

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Il PN ha ricevuto, da parte di Soci, lettere a catena in cui l’una replicava all’altra. In ossequio al principio di trasparenza e, soprattutto, di rispetto per le opinioni di tutti, queste lettere sono state qui pubblicate.
Ora ospitiamo la lettera del dott. Enrico Cernuschi – notissimo storico navale ed autore di numerosissime opere in merito – la quale, chiudendo il cerchio, esprime concetti e riporta i fatti che dovrebbero concludere la discussione.
I fatti relativi alla guerra, all’armistizio, alle scelte di campo sono ancora oggetto di dibattito e attengono storie personali a volte dolorose, comunque sempre sofferte e non sopite. Il sito ufficiale dell’ANMI ospita tutte le opinioni e, per rispetto dell’indipendenza e dell’equanimità, è corretto che non prenda posizione per l’una o per l’altra.

Caro Presidente,
mi permetto di tornare in argomento – a titolo di conclusione – in merito alla vexata quaestio dell’articolo 16 del trattato di pace del 1947 allo scopo, spero, di fare chiarezza in merito a quello che, a parer mio, NON  è un problema.
La medesima clausola è stata inserita, infatti, nei trattati di pace (o, meglio, diktat), sottoscritti (pisola alla tempia) da Germania, Austria, Giappone, Romania, Ungheria, Finlandia, Bulgaria e Thailandia. Croazia, Montenegro, Slovacchia e (formalmente visse solo due giorni) Slovenia non ebbero neppure questa possibilità in quanto riassorbiti, al pari peraltro della Francia del maresciallo Pétain (votata a netta maggioranza dall’Assemblea nazionale nel luglio 1940), della Boemia e Moravia, della Danimarca, della Norvegia, dell’Olanda, della Serbia, della Grecia e dell’Albania occupate, per tacere degli stati baltici, formalmente reintegrati nel 1944, dei vari governi in esilio ex sovietici e dei separatisti, dai fiamminghi fino ai bretoni, ai corsi e agli aromeni del Pindo e delle Cina, della Malesia, delle Filippine, dell’India e, anche lì per due soli giorni, dell’Indonesia di Suharto. Insomma, una cospicua compagnia nell’ambito di quella che illustri storici d’insospettabile antifascismo chiamano ormai da decenni “La guerra civile europea”.
Determinate, analoghe guarentigie furono applicate dai vincitori (Italia inclusa), nel 1919, all’Austria e all’Ungheria per una serie di ragioni eminentemente pratiche a partire dalla questione, piuttosto grossa, dei disertori, calcolati in qualche centinaia di migliaia di persone e che sarebbe stato necessario continuare a ospitare se avessero trovato le manette o il plotone d’esecuzione appena varcato il confine. Soltanto la memoria cortissima dei nostri ineffabili mass media e dei politici di ogni ordine e grado è riuscita, infatti, a dimenticare, i drammi dei migranti di un tempo noti, all’epoca, come “Displaced Persons”. Le Forze Armate, marina in testa, chiamate come sempre in prima linea e senza preavviso per affrontare certe questioni spinose, sapevano benissimo che certi problemi sono inevitabili e ricorrenti. Fu così nel 1918-1923, nel 1943-1949 ed è così oggi.
Ogni nazione ha una percentuale, fisiologica, di individui che, al termine di un conflitto, sono definiti traditori dall’altra parte e sveltamente liquidati. Esemplari, a questo proposito, sono le vicende di John Amery, fascista dichiarato (nonché figlio di Leopold “Leo”, ministro inglese del governo britannico per l’India e grande elettore di Churchill nel maggio 1940) e di William Joyce, celebre speaker inglese alla radio tedesca tra il 1939 e il 1945. Entrambi furono presi dai britannici nel 1945, uno in Italia (dopo aver cercato di riunirsi alla colonna Mussolini) e l’altro in Germania. A entrambi fu prospettato di dichiararsi colpevoli, nonostante avessero conseguito la cittadinanza straniera prima del 1939, promettendo loro in cambio clemenza nei confronti delle rispettive mogli. Entrambi si sentirono dire dal giudice, alla prima udienza, “Hai tradito la Corona e il tuo Paese e pertanto devi morire”, ed entrambi furono impiccati nel giro di pochissimi giorni.
Non andò meglio al capitano Patrick Stanley Vaughan Heenan, a Oswald John Job, a Thodore Schurch, a Dincan Scott-Ford e a Jose Estelle Key, questi ultimi tre al servizio dell’Intelligence italiana.
Queste faccende si liquidano alla svelta e con discrezione a casa propria, mentre vanno sfruttate al massimo presso l’ex nemico. L’articolo 16 e le relative polemiche sono denti di drago disseminati a bella posta da un avversario talmente subdolo da minacciare, nell’aprile 1941, il Duca d’Aosta di non poter garantire la sicurezza di donne e bambini in Africa Orientale se non si fosse subito arreso. Il viceré rispose, in chiaro (plain lenguage) “Rifiuto di cedere al volgare ricatto”. Lo stesso trucco è talmente connaturato in una certa cultura, e dato per scontato, che è stato persino ripreso dal romanziere statunitense Michael Crichton nel proprio romanzo Timeline, ambientato nel Trecento, quando fa ripetere la medesima minaccia al malvagio Sir Oliver intento a combattere i leali francesi che si oppongono agli invasori inglesi.
Smettiamo di fare il gioco dell’avversario di un tempo, per favore, e ricordiamoci che ci furono volontari tedeschi che combatterono, talvolta in falsa divisa germanica, a fianco dei britannici e dei russi tra il 1940 e il 1945 e che gli indispensabili collaboratori della celebre spia Sorge, notoriamente al servizio del Cremlino, erano sudditi nipponici; per contro tutti i tentativi di mettere in piedi una legione italiana al servizio dei britannici, o armata (come gli uomini e le donne di De Gaulle), o disarmata (Pioneer Corps) fallirono clamorosamente tra il 1941 e l’armistizio dellì’8 settembre 1943.
Come sempre siamo migliori di quanto amiamo dipingerci e, soprattutto, di come amano dipingerci in ogni epoca, Frau Merkel inclusa.
Et de hoc satis.
Confidando in una tua parola finale, Enrico

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Mittente     gino.raimondi@libero.it
Data     30/04/2016 16:07
destinatario: signor Pellegrinetti,
io non La conosco ma penso che la data scelta per la sua e-mail, 25 aprile, non sia  casuale.
Poichè chi dovrebbe parlare non l’ho fa, e visto che Lei l’ha messa un poco sul personale, mi permetta di precisare, Io non ho avuto alcun scrupolo nel fare da alfiere e tenere il gonfalone della X° MAS in occasione di una cerimonia fatta a bordo della Pacifica durante la terza crociera ANMI. Appena rintraccerò la foto che un fratello di mare mi ha fatto gliela invierò.  Nel frattempo accetti le due foto che allego.  Io sono il secondo a sinistra e al centro c’è il carissimo amico Cernuschi di cui ho accennato nella mia del 12.4.
Certo è che qualche piccola perplessità l’avrei prima di stringere la mano a uno che, dopo 75 anni, pronuncia ancora la parola “tradimento” della Patria per migliaia e migliaia di italiani.
Il 25 aprile, mentre Lei scriveva la sua e-mail, io mi trovavo a Suzdal’ presso il vecchio locale cimitero a portare un fiore e a recitare una preghiera per tutti, e sono tanti, quei nostri Soldati che non hanno fatto ritorno.
Marò Pellegrinetti, prendiamoci una tisana e smettiamola di vedere ancora in giro solo “nemici”.
Cordiali saluti
ex marinaio di leva 6°/1941
Gino Raimondi

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Il trattato di pace
Data: 25/04/2016 17:45
Mittente: “mariopellegrinetti@alice.it” <mariopellegrinetti@alice.it>
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com

Sig Presidente,
con vero dispiacere ho letto la lettera  del marinaio Gino Raimondi nella quale manifesta la sua irritazione  per le cose che ho scritto.
Vorrei anzitutto assicurare che nutro  il massimo rispetto e la massima stima per tutti i marinai caduti per  la Patria, in particolare per quelli caduti il 9 settembre 1943,  vittime dell’alleato tedesco ma anche di chi architettò e  realizzò l’infausto armistizio nel triste modo che sappiamo,  tenendo, come ci spiega il Dottor Cernuschi, i comandi della Marina  all’oscuro di quanto si stava consumando. Quindi ribadisco: onore e  gloria imperitura a tutti i marinai che hanno donato la vita alla  Patria.
Vorrei, quindi, ribadire che io non ho  voluto “sputare” nessuna sentenza o giudizio personale, ma mi  sono limitato a riportare e a commentare brevemente alcuni contenuti  del trattato di pace sottoscritto dall’Italia sconfitta nel 1947. E, precisamente, questi:
Alla firma di detto trattato l’Italia sedeva dalla parte degli sconfitti mentre il nemico che l’aveva vinta stava dall’altra parte. Fino alla firma e successiva  approvazione del Parlamento, quindi, gli alleati (U.S.A., U.R.S.S. , G.B., ecc.) erano i nemici contro i quali avevamo combattuto fin dal 10 giugno 1940 e che ci avevano vinto. Con la firma del trattato  hanno cessato di esserlo e abbiamo avuto la pace. Il famoso articolo 16 vieta espressamente all’Italia di perseguire penalmente tutti quegli  italiani che fin dal 10 giugno 1940 hanno  svolto attività a favore degli alleati (Usa, Urss, Gb, ecc.),   che, piaccia o non piaccia, erano il nemico. Dunque se ne deve necessariamente dedurre che sono esistiti italiani che hanno fatto  questo.
Ora, poiché viviamo in una democrazia, ognuno è libero di chiamare queste persone con nome che vuole. Da che mondo è  mondo, però, chi, in tempo di guerra, sta dalla parte del
nemico, è sempre stato chiamato con quel nome che tutti  sappiamo, anche se ci fa male pronunciarlo.
Rispettosi ossequi
Marò BSM Mario Pellegrinetti

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: ora si faccia un poco di chiarezza
Data: 12/04/2016 21:23
Mittente: “gino.raimondi@libero.it” <gino.raimondi@libero.it>
Destinatario: sito@marinaiditalia.com
Cc: maguscamelio@libero.it

destinatario Presidente Nazionale ANMI Amm. P. Pagnottella
Egregio Signor Amm. Pagnottella,
che Lei abbia avuto in privato parole di apprezzamento per i pensieri del sign. Pellegrinetti, personalmente, non mi sorprende più di tanto e non mi riguarda.
Quello che però trovo, sempre personalmente, vergognoso è che il sito ufficiale dell’ANMI riporti un giudizio che irrita e sconvolge. Mi riferisco a quanto scritto nelle righe 8 – 9 e 13 dell’e-mail in questione.
E’ certamente molto triste che a distanza di quasi 15 lustri ci sia ancora chi, disinvoltamente, sputi sentenze e giudizi di questo tipo.
Scrivo queste righe a caldo e dopo aver commentato il contenuto degli scritti, sia del Dott. Cernuschi, che ho conosciuto e che so essere molto apprezzato , sia quelle dell’ex marò Pellegrinetti., con un vero
Marinaio, classe 1921, che ha fatto tutta la guerra sulla torpediniera Orsa imbarcato come motorista. Ricordo anche che è stato uno degli ultimi a lasciare quel mare (cimitero) in quel tragico pomeriggio del 9
settembre 43, per essere poi internato in Spagna unitamente ai naufraghi che ha contribuito a salvare.
Signor Presidente Nazionale , credo che a questo marinaio e a tutti questi Reduci, purtroppo sono rimasti in pochi, e meno ancora quelli che possono ancora leggerla, Lei debba tentare di fare chiarezza, di portare
un po di luce, su questa vicenda. e lo faccia con un Suo editoriale sul Marinai d’Italia, possibilmente prima della scadenza del Suo secondo mandato.
Lo deve anche al ricordo di quelle migliaia di Marinai periti in quel tragico giorno del 43. Lo deve a tutti i famigliari, parenti, amici, che sono tanti, e che ancora non hanno un luogo dove poter piangere. Lo deve
a tutti quei Marinai, o ex Marinai, che si ostinano a portare ancora sulle spalle e con orgoglio, il Solino blu. Infine lo deve alla maggior parte degli italiani che, nonostante tutto, continuano ad avere fiducia
nella propria Marina Militare, che perseverano nel rispetto delle leggi, che continuano a soffrire e a pagare ancora per le conseguenze di questa insensata, tragica e infausta guerra.
Tutti, in particolare i Solini blu hanno il diritto di sapere perchè, come, e sopratutto in che qualità, sono morti a migliaia.
Fiducioso in attesa, con il dovuto rispetto.
Gino Raimondi
ex marinaio di leva classe 6°|1941

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From: giovanni.lucrezi@gmx.net
To: paolopagnottella@hotmail.com
Subject: Dossier Anonimo
Date: Tue, 12 Apr 2016 14:49:16 +0200

Ammiraglio buongiorno,
il telegiornale di oggi ha dato notizia che un anonimo ha fatto pervenire al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Difesa un dossier anonimo pieno di falsitá nei confronti del CSM MM Amm.glio de Giorgi.Di solito e spero bene che questa documentazione non venga presa in considerazione in quanto mancante di firma. A mio modesto parere anche il direttore del Tg1, visto l’anonimato,non doveva mandare in onda simili fesserie tipo: festini sul V.Veneto, Cavallo bianco noleggiato e volo sul Falcon 20 ecc.ra. Con l’ammiraglio De Giorgi siamo della stessa leva! Sono fermamente convinto che in questo dossier non c’é nulla di vero! Nella speranza che l'”Anonimo” venga smascherato ed “Impacchettato” invio cordiali saluti,Patria e Onore,W.La Marina e Pale a Prora!
Giovanni Manfredo Maria Lucrezi

blue_double——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Ringraziamenti
Data: 29/03/2016 10:44
Mittente: “mariopellegrinetti@alice.it” <mariopellegrinetti@alice.it>
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com
Egregio Signor Presidente,
approfitto ancora di questa opportunità anzitutto per ringraziarla anzitutto di questa opportunità che, appunto, ci offre nonché delle parole di apprezzamento che Ella volle rivolgermi telefonicamente. Ma vorrei cogliere l’occasione anche per ringraziare il Dottor Cernuschi per la lettera pubblicata nella quale ha la bontà di citarmi e di riconoscere le mie ragioni. Naturalmente condivido pressochè totalmente le cose che scrive, apprezzando la completezza della ricostruzione di quegli eventi e la precisione dei dettagli. Tuttavia resta il fatto che migliaia e migliaia di italiani sia prima che dopo l’8 settembre 1943 hanno collaborato con il nemico ed hanno combattuto al suo fianco, tradendo, quindi, la loro Patria.
Ebbene: poichè la storia scritta dai vincitori, avallata ufficialmente dagli uomini che governano questa repubblica attribuisce ai combattenti della Repubblica Sociale Italiana il ruolo di quelli che hanno combattuto “dalla parte sbagliata”, sembra doversene dedurre che quelli che hanno combattuto a fianco del nemico, cioè i traditori della Patria sono quelli che hanno combattuto “dalla parte giusta”. E questo, francamente, mi mette un po’ di tristezza.
Chiudo dicendo che mi sarebbe piaciuto se questo scambio di opinioni fosse avvenuto sul nostro giornale, dove sarebbe stato letto da molte più persone. Evidentemente – mi rendo conto – certe cose non possono essere ancora dette a voce troppo alta.
Ringrazio ancora e rispettosamente saluto
Mario Pellegrinetti

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——– Messaggio originale ——–
Date: Fri, 25 Mar 2016 18:36:45 +0100
Subject: SOLIDARITE
From: jldeswaene@gmail.com
To: paolopagnottella@hotmail.com
CC: bottilino@alice.it; jldeswaene@gmail.com

Bien cher Amiral PAGNOTTELLA Paul,
C’est avec beaucoup d’émotion que j’ai reçu votre message de soutien et de grande amitié qui existe entre gens de la mer, et de la voie du coeur que vous savez si bien exprimer, vis a vis des événements cruels qui nous ont frappé ce 22 mars 2016 a Bruxelles.
Merci aussi,pour l’amitié, la solidarité, et l’intimité qui nous lie au travers de la C.M.I.
Pour tout cela, merci Paul.
Jean-Luc
+ Merci aussi a notre ami “Lino” BOTTIGLIERI
DESWAENE Jean-Luc
Vice Président des Anciens de la Force Navale Belge
Section de Bruxelles
Délégué C.M.I. Belgique

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Re: R:
Data: 26/02/2016 14:10
Mittente: Giuliano Leonardi <giuliano.leo@gmail.com>
Destinatario: Paolo Pagnottella <presidente@marinaiditalia.com>

Grazie a tutti coloro che hanno collaborato a far si che due vecchi commilitoni e amici si possano incontrare nuovamente dopo più o meno 35 anni dall’ultima volta, in modo particolare:
Ammiraglio Paolo Pagnottella
Lgt Giancarlo Calisi
Roberto Martinelli
A.N.M.I di Mestre e Venezia
Consigliere Roberto Spolaor
Grazie nuovamente per il Vs grande contributo.
Porgo cordiali saluti a tutti, anche a chi ho dimenticato di citare, firmandomi anche con la mia matricola che non ho mai scordato.
M.N. Giuliano Leonardi – 50VE1610 – 3° 50

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Da: Enrico Cernuschi
Inviato: martedì 9 febbraio 2016 22:27
A: Paolo Pagnottella

Caro Presidente,
il marò Pellegrinetti, che ringrazio per l’interesse manifestato nei confronti del mio articoletto del numero di novembre, ha ragione da vendere.
Una premessa: tra i tanti libri e articoli che ho scritto in italiano c’è anche la storia operativa (gli scontri in mare, 37 per l’esattezza) della Marina Repubblicana; ho pure pubblicato un libro, negli Stati Uniti, sullo stesso argomento, intitolato Black Phoenix. Il volume in parola ha ottenuto il plauso dello stesso sottocapo di S.M. della U.S, Navy, il quale ha affermato che con un po’ meno Mahan (il profeta delle corazzate) e un po’più di Junio Valerio Borghese (il padre della guerra asimmetrica, oggi così di moda in mare) la Marina americana si sarebbe risparmiata, tra l’altro, i morti e i danni lamentati dal modernissimo caccia Cole, ad Aden, qualche anno fa.
Durante la crociera del 2013 i reduci della Decima della Repubblica erano gagliardi e popolarissimi; c’era pure un pilota dei mezzi d’assalto dei tempi di Anzio, e non hanno mancato di apprezzare, come ricorderai, i miei interventi.
Sgombrata così la fronte vediamo di fare un po’d ‘ordine, non tanto per il signor Pellegrinetti (il quale, lo ripeto, ha ragione in omaggio alla testimonianza di tutta una vita), ma a beneficio dei lettori e – perché no? – dell’opinione pubblica. Il nostro Paese ha bisogno di chiarezza, dopo troppi cattivi maestri, e questa è un’occasione da non perdere.

1)     L’armistizio proclamato l’8 settembre 1943 non fu deciso né sottoscritto dal governo (tanto è vero che la maggioranza dei ministri che formavano quell’organo collegiale, riuniti il 9 mattina, si chiamarono fuori, essendo del tutto ignari in merito alla vicenda), ma fu concepito e realizzato soltanto in seguito all’iniziativa di alcuni personaggi d’estrazione, prevalentemente, militare e, segnatamente, dell’Esercito. Tra tutti meno di 15 persone, tra ufficiali e sottufficiali, su un organico di oltre tre milioni di uomini in grigioverde. I vertici navali e la Regia Marina tutta se lo sono visti piombare addosso, inopinatamente e a cose fatte, durante il cosiddetto Consiglio della Corona, indetto in tutta fretta il pomeriggio dell’8 settembre 1943 per scaricare, a mio parere, le relative responsabilità sulle spalle di Re Vittorio Emanuele III. Sin dal 7 settembre mattina, infatti, la ricognizione aerea tedesca aveva accertato che i convogli d’invasione erano diretti alla volta di Salerno e che, pertanto, il bluff dello “sbarco angloamericano a portata di Roma” (destinato, con notevole ottimismo, a indurre i tedeschi a ritirarsi con le buone lungo l’allineamento Pisa-Rimini) era fallito prima ancora di incominciare.

2)     In precedenza il solo Capo di SM della Marina, l’ammiraglio Raffaele De Courten, e il sottocapo di SM, ammiraglio Luigi Sansonetti, avevano saputo, il 3 settembre, nel tardo pomeriggio, sotto il vincolo, naturalmente, del massimo segreto, di trattative in corso con gli anglosassoni, quando invece i noti personaggi di cui sopra avevano già avallato il tutto dando altresì disposizione di firmare lo strumento del c.d. armistizio breve. La reazione dei due ammiragli nei confronti di questa notizia, messa debitamente per iscritto con De Courten che dettava e Sansonetti che batteva a macchina, nella notte, fu tutt’altro che favorevole nei confronti dell’iniziativa volta intraprendere quelle non meglio specificate trattative, ma il loro memorandum fu ritirato, brevi manu, soltanto l’8 mattina dal generale Vittorio Ambrosio, capo di Stato Maggiore generale e personaggio decisivo di quello e di altri grossi eventi del 1943. Il testo dell’armistizio lungo, invece, come appurò la Commissione d’inchiesta italiana del 1944, era arrivato a Roma già da giorni, finendo però dimenticato in una cassaforte per poi saltar fuori soltanto nel giugno 1944. Tutto ciò allo scopo, si disse, di non far cambiare idea a chi aveva deciso, infine, tra mille dubbi, di dar corso alla firma materialmente apposta a Cassibile il 3 di quello stesso mese. Gli angloamericani si decisero, a loro volta, appena il 17 settembre, dopo cinque giorni di meditazione e telegrammi cifrati scambiati tra Washington e Londra, di considerare Badoglio il capo del governo italiano; esecutivo peraltro inesistente visto che aveva solo 3 ministri con se e 13 a Roma (uno, poi, passò le linee quell’autunno). Lo fecero, beninteso, scartando la proposta inglese volta a proclamare un esecutivo di fuoriusciti, già disponibile alla mano e fatto a loro immagine, somiglianza, uso e consumo. Insomma un doppione del governo polacco in esilio creato con un comunicato stampa, nell’ottobre 1939, dopo aver chiesto e ottenendo, dall’allora amico governo di Bucarest, di internare i ministri di Varsavia, giudicati ormai inutili e impresentabili dopo aver ben servito agli scopi di Londra e Parigi nel corso dei mesi precedenti fino al disastro militare appena consumato davanti a Varsavia. Il riconoscimento angloamericano era legato a uno e a un solo motivo. Gli equipaggi della Regia Marina erano rimasti disciplinati e obbedivano al Re, e soltanto la Marina contava. Il superstite corpo d’armata del Regio Esercito esistente nelle Puglie era stato, infatti, allontanato quello stesso 17 settembre. Gli aerei italiani finiti in Sicilia e in Tunisia si erano visti staccate le eliche. Ma le navi no. I medi calibri e le armi antiaerei erano rimaste efficienti e armate, al pari delle cariche d’autoaffondamento, Tutti i tentativi britannici volti a metterci le mani sopra alternando minacce e lusinghe erano falliti. I picchetti inglesi arrivati a bordo delle navi giunte il 10 da Taranto a Malta erano rimasti confinati in coperta e furono sbarcati l’11 sera, al tramonto, allo scopo di evitare ulteriori, pericolosi incidenti. I tedeschi erano giunti a Scapa Flow, nel novembre 1918, con equipaggi ridotti formati in larga parte da rivoltosi, senza munizioni e ammainando la bandiera. Le Regie Navi no. E la differenza contava e si vedeva. La situazione fu poi definitivamente chiarita il 23 settembre con gli accordi De Courten – Cunningham.

3)     La flotta uscita da Spezia e Genova non si trasferì nei porti nemici, ma alla Maddalena, ovvero in piena violazione dei termini anglosassoni i quali parlavano – non a caso – dell’ancoraggio di Bona. Una conferma in più in merito al fatto che la Marina non soltanto non sapeva cosa stesse bollendo in pentola, ma che, una volta informata la sera dell’8 in merito a cosa era stato appena consumato, rifiutò, in tutta semplicità, di obbedire a quelle disposizioni, data la natura etica della formazione impartita, allora e oggi, in Accademia a Livorno. Le unità sottili (la cosiddetta “Squadretta” dell’ammiraglio Nomis di Pollone) non andarono neppure loro a Bona, ma all’Elba. Le navi a Taranto diedero corso, il 9 settembre mattina, alle manovre per autoaffondare, cominciando a sbarcare la gente. Il Cesare doveva andare da Pola a Cattaro in base agli ordini ricevuti da Roma. Poi, nel corso del 9 settembre, si verificarono gli attacchi tedeschi. Sembrava che i guastatori germanici, dopo aver preso Bari mettendo a ferro e fuoco il porto, stessero dirigendo verso Taranto e, a questo punto, l’ammiraglio Fioravanzo, ragionando freddamente come sempre, convinse il comandante la V Divisione, l’ammiraglio Da Zara, in merito al fatto che, fintanto che le navi fossero rimaste in mano italiana (per di più in punto sensibile come Malta), era inutile regalare agli inglesi quella vittoria sulle nostre unità che non avevano potuto cogliere per ben tre anni di fila, nonostante avessero avuto in mano, sin dal primo giorno di guerra nel Mediterraneo, tutti gli assi, a partire dal vantaggio numerico. Dopo l’attacco tedesco alla Maddalena, verificatosi a mezzogiorno del 9, le Forze Navali da Battaglia non ebbero più un porto dove andare. L’armistizio non prevedeva la partecipazione italiana alla guerra contro la Germania (cosa tra l’altro non gradita da parte anglosassone). La reazione agli attacchi, dall’affondamento del Roma fino alle iniziative prese dai tedeschi contro l’ultimo dragamine e il più remoto deposito a terra, fu il comportamento sano di un organismo sano, da allora fino al 1945. Parimenti ineccepibile sotto il profilo giuridico, come certificò la Cassazione sin dagli anni Cinquanta in omaggio al principio di effettività, ossia di controllo del territorio, fu la scelta del signor Pellegrinetti, e di diverse centinaia di migliaia di altri uomini e donne come lui, decisi a proseguire la guerra a fianco dei tedeschi sotto la propria bandiera. Il Grande Ammiraglio Thaon di Revel lo disse chiaramente all’ammiraglio Sansonetti l’11 settembre: durante il Risorgimento c’erano state divisioni tra gli italiani. Quello che contava era credere e comportarsi onestamente.

4)     E veniamo ai cattivi maestri (tra parentesi, e per quello che può valere, la mia opinione personale nei confronti di Croce è modesta. Casomai ritengo assai preferibile l’idealismo gentiliano, ma lasciamo stare). I fatti sono i seguenti:

–       Il fascismo, a differenza dell’Italietta liberale, condusse una politica militare a dir poco discutibile nel periodo tra le due guerre. Un esempio per tutti, così ci capiamo subito. Il dramma della battaglia di Punta Stilo, vinta dalla Regia Marina con due piccole corazzate contro tre inglesi più una portaerei, fu che il convoglio diretto in Libia, e arrivato sano e salvo laggiù, sbarcò 72 carri armati medi tipo M 11/39. Erano tutti quelli esistenti in Italia e si trovarono ad affrontare 114 carri medi inglesi dei tipi A 9 e A 10 già presenti in Egitto sin dalla primavera dell’anno precedente. Per la verità, nel 1938, erano stati ordinati 300 M 11/39 da consegnare tempo 24 mesi, ma poi Badoglio in testa, nella sua qualità di capo di Stato Maggiore generale, aveva ridotto la commessa a soli 100 esemplari (24 dei quali spediti in Africa Orientale nell’aprile 1940, più altri 4 in Egeo), in attesa di un modello migliore, definito come prototipo nell’ottobre 1939 ed entrato in servizio, in 36 esemplari, 12 mesi dopo mentre i britannici avevano già sbarcato a Suez, nel settembre 1940, altri 100 e passa carri medi arrivati lungo la rotta del Capo, perché dal Mediterraneo non di passava. Insomma, vincenti in mare e battuti, a priori, sulla terra.

–       La mattina dopo la notte di Taranto Mussolini convocò il CSM della Regia Aeronautica, generale Francesco Pricolo, per sapere come avesse mai fatto la portaerei inglese ad arrivare sotto Cefalonia senza essere né avvistata né colpita dai bombardieri. Pricolo si recò all’incontro convinto di rimetterci il posto, ma un giornalista che scriveva per l’arma azzurra, tale Antonino Trizzino, ebbe, come dissero allora, l’idea geniale. Anziché presentarsi contrito, Pricolo aggredì subito il dittatore dicendo che per forza le cose andavano male, con tutti quegli ufficiali di Marina sposati con mogli inglesi! Il giornalista Mussolini abboccò subito all’amo e ordinò un’inchiesta. Risultò che erano 66 su oltre 5.000 (ovvero l’1,32%, cioè molto meno che non nell‘Esercito e nell’Aeronautica), e da allora questa curiosa leggenda è andata avanti fino ad oggi, Per la verità il documento in parola (Archivio Centrale dello Stato, Fondo Ministero della Marina, Archivio segreto – Gabinetto Marisegrege Ufficio Coordinamento, Busta 87), specifica che le infami britanne erano soltanto 9 contro, per esempio, 6 tedesche, ma la scusa per i primi errori clamorosi del regime, primo tra tutti la contemporanea guerra di Grecia, era stata trovata e da allora in poi questa truffa bella e buona nei confronti della buona fede di troppi galantuomini come il signor Pellegrinetti (i quali hanno pagato, oltretutto, di persona) è andata avanti a opera di una curiosa, e piuttosto spaiata, compagine di “indignati speciali” che – chissà perché ? – mi ricordano tanto il Tartufo di Molière.

–       Quanto all’articolo 16, altra bandiera di lorsignori, basta leggere gli atti preparatori (in francese) del trattato di pace per scoprire che si trattò di una misura precauzionale presa proprio per proteggere certi protagonisti dell’armistizio (nessuno dei quali appartenente alla Marina) dalle misure intraprese dalla Commissione d’inchiesta per la mancata difesa di Roma (altro mito, a sua volta, tra i miti. La città, come constatò il maresciallo Caviglia, con militare chiarezza, sin dalla mattina del 9 settembre – facendo fare, banalmente, l’inventario – era indifendibile, essendo già tagliata fuori e disponendo di appena tre giorni di farina). Falcone Lucifero, ultimo ministro della Real casa, ne L’ultimo Re, edito da Mondadori nel 2002, scrive, a pagina 321, che Badoglio si era rifugiato, nel dicembre 1944, nell’ambasciata britannica di Roma temendo di essere arrestato in seguito alle vicende armistiziali. Erano tempi difficili.
Con stima e cordialità
Enrico Cernuschi

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Da Mario Pellegrinetti, ex marò BSM del Gruppo di Lucca
Via del Forno 2 – 55031 Camporgiano (LU)

Presidente,
mi permetto di intervenire con qualche considerazione sulla questione de “La denigrazione della Marina Italiana” di cui si parla nell’articolo di Enrico Cernuschi (pag.12 di Marinai d’Italia n.11, Novembre 2015):
– attacchi feroci contro la Marina Italiana sono stati sferrati dopo l’armistizio del 3 settembre 1943 soprattutto, come è naturale, dai fascisti della R.S.I. che avevano assunto l’impegno di onorare l’alleanza con la Germania, ma anche da altri e anche dopo la fine della guerra, per il comportamento della maggior parte della flotta che aveva lasciato l’Italia per trasferirsi nei porti nemici;
– in realtà, a mio parere, tale comportamento non era altro che l’attuazione di una clausola dell’armistizio, la responsabilità del quale, nel bene e nel male, ricadeva sul governo e non certo sulla Marina. Anche se uomini come il Capitano di Corvetta Medaglia d’Oro Fecia di Cossato ritennero tale comportamento così poco onorevole (nella lettera di addio alla madre egli definì il fatto come “un gesto ignobile senza nessun risultato”) da indurlo al suicidio;
– altra cosa è, sempre a mio parere, la collaborazione col nemico (sì, col nemico, perché anche dopo l’armistizio e fino alla stipula del trattato di pace il nemico rimane il nemico) fino a combattere al suo fianco. Ciò non può essere considerato comportamento onorevole. L’accettazione di un armistizio, infatti, non comporta assolutamente e non deve comportare l’obbligo di collaborazione col nemico.
Cerco di sostenere questa mia opinione citando certi contenuti di un documento storico ineludibile: Il Trattato di pace sottoscritto dall’Italia il 10 febbraio 1947 e ratificato dall’Assemblea Costituente il 31 luglio 1947 malgrado l’opposizione espressa con un nobilissimo discorso dall’On. Filosofo Benedetto Croce. Anzitutto il preambolo in cui si dice che URSS, USA, G.B, ecc. stanno seduti da una parte del tavolo mentre l’Italia sta seduta dall’altro. I primi, cioè, sono i nemici dell’Italia vincitori e l’Italia è il nemico vinto. Quindi l’articolo 16 che recita : “”L’Italia non incriminerà né altrimenti perseguiterà alcun cittadino italiano, compresi gli appartenenti alle forze armate, per solo fatto di avere, durante il periodo di tempo corrente dal 10 giugno 1940 all’entrata in vigore del presente Trattato, espressa simpatia od avere agito in favore della causa delle Potenze Alleate ed Associate.””
C’erano, dunque, in Italia uomini che fin dal 10 giugno 1940 avevano avuto intelligenza col nemico e avevano agito in favore di esso e, quindi, contro la propria Patria e che, proprio per questo, sarebbero stati incriminabili e perseguitabili in base alle leggi che tutti gli stati del mondo hanno e che consentono o, addirittura obbligano gli stati stessi a perseguire i traditori, se non fosse stato imposto, a noi vinti, dai vincitori, di non farlo.
Difendiamo, quindi, con tutta la nostra forza la nostra Marina, che nella stragrande maggioranza dei casi ha avuto uomini di grande valore che hanno combattuto onorevolmente ma, per il rispetto dovuto proprio a questi e alla verità storica riconosciamo con chiarezza e senza ambiguità di aver avuto anche uomini che si sono comportati diversamente. E condanniamoli, con chiarezza e senza ambiguità.
Rispettosi ossequi
Mario Pellegrinetti

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——– Messaggio originale ——–

OGGETTO:riflessioni su Editoriale
DATA:22/12/2015 00:57
MITTENTE:Gianfranco Benedetto <gbenedetto@liuc.it>
DESTINATARIO:”giornale@marinaiditalia.com”

Gentile Amm. Pagnottella,

come iscritto all’ANMI ho appena ricevuto il numero di ottobre di Marinai d’Italia. Ho letto il Suo editoriale dal quale ho intuito che, in precedenza, Lei deve aver pubblicato delle considerazioni su
Schettino che, mutatis mutandis, al pari di Fabrizio Maramaldo, è divenuto, anche internazionalmente, sinonimo di vigliaccheria, ribalderia, miseria umana.
Sono davvero rimasto sconcertato dal leggere: “Ho ricevuto lettere di dissenso rispetto alle mie considerazioni”. Presumo ci sia stata una levata di scudi da parte di “sodali” in favore di un comandante di marina assurto, purtroppo, al quel grado per manifesta capacità valutativa da parte della commissione. Il nostro malconcio paese è sempre pronto a giustificare o ad attenuare le colpe proprio perché fortemente carente di quello scarso senso civico nell’accezione più ampia che sa discernere la giusta pena dalle attenuanti, propendendo quasi sempre solo per queste ultime. E, a mio avviso, ancor più grave se il dissenso è stato manifestato da iscritti all’ANMI, da marinai che, probabilmente, dalla straordinaria scuola di vita e di sapere che è la Marina Militare hanno assimiliato molto poco.
Lei scrive: “Libertà di pensiero e di parola”. Mi consenta: sono ora io a dissentire. Riaffermare i valori propri della Marina, il suo equo rigore, non può arretrare dinanzi a questo presunto diritto il cui
significato ha subito gravi e pesanti distorsioni nel corso del tempo.
Nell’ambito del mio corso cerco di trasmettere alle generazioni di studenti la necessità di rispettare e i valori su cui si basa una sana condotta di vita.
Spero possa esservi, Signor Ammiraglio, l’occasione di conoscerla personalmente.
Con l’occasione, formulo a Lei i miei sinceri auguri per un sereno Natale.
Gianfranco Benedetto

Prof. of International Relations and International History LIUC-Università Carlo Cattaneo
Viale Matteotti, 22- 21053 Castellanza (VA)
Tel.0331.572439

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: I: RE: [CONTACT SITE] associazione d’arme
Data: 23/12/2015 13:59
Da: giorgio.deconto@diplomatie.gouv.fr
Data: 22/12/2015 17.13
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com, anmi giornale <giornale@marinaiditalia.com>

Buongiorno Egregio Presidente,

A nome del Console generale Olivier Brochet le rivolgo i nostri più sinceri ringraziamenti per la testimonianza di vicinanza e di fraternità che ci è stata dimostrata dalla vostra associazione e da tutti i partecipanti al corteo organizzato in memoria delle vittime dei drammatici attacchi del 13 novembre a Parigi.
La forza e i simboli di queste manifestazioni spontanee stanno a confermare che l’amicizia e la solidarietà possono e devono avere la meglio sulla barbarie.
In questo i nostri paesi sono pionieri e in prima fila per difendere i valori fondamentali delle nostre repubbliche e del vivere civile.
La prego di ricevere i nostri più sentiti sentimenti di riconoscenza, che la prego di estendere a tutti i membri dell’ANMI.
L’occasione mi è gradita per rivolgere a voi tutti e alle vostre famiglie i più sinceri auguri di Buone Feste e soprattutto di un eccellente e felice 2016.
Cordialmente.
Giorgio DE CONTO
Service Communication
Consulat général de France à Milan
Via della Moscova, 12
20121 Milan

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Dipartita ex marinaio Foglia Luigi
Data: 26/12/2015 11:49
Mittente: “pietrobalzano1@libero.it” <pietrobalzano1@libero.it>
Destinatario: <info@gtre.net>, <anmi.germania@gmail.com>
Cc: <presidente@marinaiditalia.com>

Buongiorno,
segue intercorso telefonico col Sig. Gianola Referente ANMI della zona Nord-Ovest, sono Pietro Balzano residente a Rho in Via Friuli 14, cell. 339 2911428, con la presente portavo a conoscenza dell’Associazione la dipartita di mio zio Foglia Luigi, cittadino italiano nato a Boscoreale(Na) novantaquattroanni fa e residente dagli anni ’60 in Germania Welzheimer Wold Str 35 73614 Schorndorf – Haub – D, che con tanti sacrifici si è perfettamente integrato e realizzato lui e la sua famiglia nella società tedesca rimanendo sempre fiero delle sue origini e delle tradizioni e della cultura italiana.
Il motivo della presente è segnalare attraverso le poche notizie a mia disposizione oltre all’orgoglio e l’onore di un cittadino italiano, il senso di appartenenza di quest’uomo ai valori della Reale Marina Militare Italiana e di un militare che durante l’ultimo conflitto mondiale è sopravvissuto per ben due volte all’affondamento delle navi su cui era distaccato, non riesco a fornire altri riscontri oggettivi del tipo: date, fregate, momenti (non li ricordo) ma dai sui racconti trasparivano chiare emozioni sui momenti vissuti e il dolore per aver perso tanti suoi amici militari come lui. So che lo Stato Italiano gli riconosceva una pensione di guerra,non so se era iscritto all’ANMI, in questo momento però con questa mia segnalazione penso sia il miglior regalo che io gli posso fare, l’ho sentito l’altro ieri si capiva poco quello che diceva ma era perfettamente cosciente da chiedermi quando sarei andato a trovarlo, forse mi avrebbe raccontato ancora la storia della sua vita ma non sarà più possibile, penso sia morto un uomo ma mai morirà il marinaio che era in lui, ” i marinai d’Italia hanno sempre vent’anni ”
Tanto quanto era mio desiderio segnalarVi.
Cordiali saluti
Pietro Balzano

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Ringraziamenti
Data: 18/11/2015 09:18
Mittente: studio fpd <studiofpdff@yahoo.it>
Destinatario: “presidente@marinaiditalia.com” <presidente@marinaiditalia.com>

Ammiraglio, Comandanti, signori,
A nome mio personale, ed anche in quanto membro della nostra benemerita Associazione, vi ringrazio per il messaggio di solidarietà diffuso dopo gli attentati di Parigi del 13 u.s.
Rincuorato dalla vostra amicizia, porgo Loro i miei più rispettosi saluti
CC(r) Fr-Ph Durbach
Analista politico-militare presso la Missione di Difesa dell’Ambasciata di Francia in Italia
Addetto alla Redazione francese dell’Agenzia internazionale Fides
Membro dell’ANMI (gruppo di Ladispoli) e dell’ACORAM

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Da: Luciano Grazioli [mailto:luciano.grazioli@alice.it]
Inviato: martedì 10 novembre 2015 16:30
A: ‘presidente@marinaiditalia.com’
Cc: ‘m.dolci@hotmail.it’; ‘enzoted1@virgilio.it’
Oggetto: Calendario M.M. 2016.

Caro Presidente, aderendo all’invito ricevuto, mi sono recato alla presentazione ufficiale del calendario della M.M. per il 2016, manifestazione presieduta dall’Ammiraglio De Felice e svoltasi nel salone delle bandiere del Municipio di Messina. Sono rimasto amareggiato nel constatare che né il calendario, né il cortometraggio introduttivo relativo alle operazioni umanitarie svolte dalla M.M., né, infine, nel più lungo filmato dedicato all’attività della Forza Armata, è stata mai menzionata l’esistenza della Guardia Costiera. Silenzio totale, al riguardo, anche dall’Ammiraglio e dallo speaker ufficiale. E’ stato dato, giustamente, grande risalto alle 240 persone tratte in salvo dal Norman Atlantic ad opera degli elicotteri della Marina, ma neppure un cenno, una parola che fosse una per le migliaia di persone tratte in salvo dalla Guardia Costiera. Posso capire l’assenza della Guardia Costiera dal calendario, visto che questa provvede in proprio, ma il totale silenzio – assordante silenzio , come usa dire ora – è, a mio avviso, offensivo nei confronti del personale che, piaccia o meno, porta la stessa uniforme ed opera sullo stesso mare.
Caro Presidente, non ho preso, e non prenderò il calendario in questione, anche se ciò non servirà a sminuire l’amarezza provata.
Cordialmente, Luciano Grazioli, Presidente del Gruppo ANMI di Messina.

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——– Messaggio originale ——–

Oggetto: La Mela di AISM: grazie
Data:20/10/2015 16:58
Mittente: AISM Roma <castellani.aismroma.donatori@gmail.com>

Carissimi amici dell’ANMI,
a nome della Sezione di Roma dell’AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla Onlus- desidero esprimere la più sincera e sentita gratitudine per la vostra preziosa disponibilità in occasione dell’edizione 2015 dello storico appuntamento di solidarietà “La Mela di AISM”.
Oltre due milioni e mezzo di euro sono stati raccolti nel weekend del 10 e 11 ottobre, di cui 155.000€ solo a Roma e Provincia, fondi destinati alla ricerca scientifica sulla sclerosi multipla e ai servizi socio assistenziali a supporto dell’autonomia delle persone con SM con una particolare attenzione ai giovani (www.giovanioltrelasm.it).
Un risultato così importante è possibile solo grazie all’impegno di oltre 10.000 volontari e delle innumerevoli realtà, come la vostra, che hanno deciso di essere al fianco di AISM.
Il Vostro generoso impegno ha rappresentato un importante segnale di stima e fiducia per continuare la nostra battaglia a 360° contro la sclerosi multipla.
Nella speranza di poter contare sulla Vostra solidarietà anche per le nostre prossime iniziative, a nome di tutte le persone che credono in un mondo libero dalla sclerosi multipla, ringraziamo di cuore.
Giancarlo Silveri
Presidente AISM Sezione di Roma

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Lettera della P.N. A.N.M.I. alla Ministra della Difesa
Data: 10/10/2015 14:31
Mittente: Anmi Levanto <anmi.levanto@gmail.com>
Destinatario: anmi presidenza nazionale, amm.nicolasarto@gmail.com, anmi.laspezia@hotmail.it

Alla cortese att.ne dell’Amm. Sq.P.Pagnottella

Gentil.mo Amm.Pagnotella,
La ringrazio,anche a nome dei Soci della Sez. di Levanto,aggregata al Gruppo della Spezia,per aver interessato la Ministra della Difesa
in  merito all’inqualificabile “sparata” televisiva del sig. M.Crozza.
Grato per aver difeso la nostra onorabilità di Italiani e di Militari al servizio della Patria,La prego accettare il nostro sentito GRAZIE.
Distinti saluti
Nicolò Genovese

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Oggetto: Ringraziamenti da una Neo-Laureata!
Data: 17/07/2015 15:45
Mittente: Leti zia <letipotter92@hotmail.it>
Destinatario: “presidente@marinaiditalia.com” <presidente@marinaiditalia.com>

Buongiorno,
sono Letizia Tolomelli, una ragazza laureata in “Storia”, in data 16/07/2015 (ovvero ieri!”), all’Università di Bologna.
Con la presente, intendo ringraziare l’associazione ANMI, il Vostro sito ed ovviamente la rivista “Marinai D’Italia” per le preziose informazioni ed interessantissimi articoli che ho ritenuto necessari ed indispensabili per la redazione della mia Tesi di Laurea Triennale, intitolata “Il Rancio di Bordo e la Conservazione degli Alimenti” (che mi è valsa un bel 110 con Lode).
Un Vostro Membro, il Contrammiraglio Alessandro Pini, è stato mio “mentore” nella redazione del mio elaborato (Santo Uomo!).
Un sincero ed immenso “grazie”,
Letizia

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Raduno Nazionale ANMI Ravenna 9 e 10 maggio 2015
Data: 03/06/2015 18:29
Mittente: Girolamo Trombetta <anmi.vicenza@gmail.com>
Destinatario: Paolo Pagnottella <presidente@marinaiditalia.com>, cerimoniale@marinaiditalia.com, giornale@marinaiditalia.com

Signor Presidente Nazionale ANMI. Grazie molte per l’occasione avuta per potere essere presenti al XIX° Raduno Nazionale a Ravenna. Sono stati due giorni molto intensi e molto belli. Ringrazio tutti i Collaboratori della Presidenza Nazionale per l’ottimo svolgimenti in tutte le sue parti del nostro Raduno Nazionale. Un particolare ringraziamento, da parte di tutti i Soci del Gruppo di Vicenza, al Gruppo di Ravenna, al suo Presidente e a tutto il Consiglio Direttivo del Gruppo, per la bella preparazione, per l’accoglienza, per la risoluzione di qualsiasi problema che può esserci stato, (sempre che ce ne siano stati). Comunque ci siamo trovati bene in tutti i sensi. La cittadinanza è stata gentilissima, cordiale, espansiva come il solito tutta l’Emilia Romagna. Serbiamo un caro ricordo per quelle ore che abbiamo passato assieme, per i ricordi che sono affiorati, per il ritrovarci con i compagni d’imbarco e di tante “stagioni” passate assieme.
Abbiamo applaudito alle nostre Bandiere, alle nostre Insegne e alle nostre Bandiere di Bompresso. Abbiamo visitato Nave Galatea in Darsena, insomma siamo stati bene. Grazia Signor Presidente Nazionale per tutto, a nome mio e a nome di tutto il Gruppo di Vicenza Presente al Raduno.
Girolamo Trombetta Pres. Gr. Vicenza

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P 031026B GIU 15
FM MARISTAT
TO CINCNAV
MARICOMSCUOLE ANCONA
MARICOGECAP
MARIPERS ROMA
MARICAPITALE
MARIBANDA ROMA
ANMIPRES
INFO COMGRUPNAV UNO
COMGRUPNAV DUE
COMGRUPNAV TRE
COMFORAER
BRIGATA MARINA SAN MARCO BRINDISI
MARINACCAD LIVORNO
MARISCUOLANAV VENEZIA
MARISCUOLA TARANTO
3 RGT SAN MARCO ROMA
BT
NON CLASSIFICATO
SIC EUA
MARISTAT/4927/SEGRPARTCSMM//
MSGID/69  ANNIVERSARIO DELLA PROCLAMAZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
1. ESPRIMO MIO CONVINTO APPREZZAMENTO PER L`ECCELLENTE DIMOSTRAZIONE DI PROFESSIONALITA` MANIFESTATA IN OCCASIONE DELLE PROVE E DELLA SUCCESSIVA PARATA DEL 2 GIUGNO.
2. TALI RISULTATI, CONSEGUITI IN COSI` BREVE TEMPO,  EVIDENZIANO L`APPASSIONATO IMPEGNO DI TUTTO IL PERSONALE COINVO LTO NELL`ATTIVITA`SOPRACITATA.
A VOI TUTTI LA GRATITUDINE DELLA FORZA ARMATA
BRAVO ZULU/
IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA MARINA
AMMIRAGLIO DI SQUADRA
GIUSEPPE DE GIORGI
PDC: 4416

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: XIX Raduno Nazionale Marinai d’Italia- Ravenna 10 Maggio 2015
Data: 13/05/2015 21:47
Mittente: “Mauro Vair” <mauro.vair@alice.it>
Destinatario: “Marinai d’ Italia” <giornale@marinaiditalia.com>
Spett.le Direzione, ho partecipato al raduno in oggetto nella formazione del Piemonte Occidentale/Valle d’Aosta, devo dire che è stata una bella manifestazione che nonostante non abbia più il ricambio di nuove leve per i motivi che sappiamo, è riuscita molto bene e mi sono commosso nello sfilare tra gli applausi degli spettatori; questo è il mio 7° Raduno ma l’emozione è sempre tanta. Si può dire che c’erano molti gruppi credo più delle altre volte. Grazie quindi a tutti i Marinai partecipanti, alla Marina Militare in tutti i suoi gradi e alle altre forze militari e politiche, alla Città di Ravenna che ci ha ospitato. Arrivato a casa sulla TV di stato non ho sentito un solo accenno a questo evento; forse mi sarà sfuggito? A giorni ci sarà il raduno degli Alpini e sicuramente la TV trasmetterà l’evento.
Grazie e saluti dal marinaio Mauro.

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: XIX °Raduno Nazionale  a Ravenna 9/10 Maggio 2015
Data: 12/05/2015 10:05
Mittente: “gianlu.bru@tiscalinet.it” <gianlu.bru@tiscalinet.it>
Destinatario: “anmipres” <presidente@marinaiditalia.com>

Carissimo Presidente Nazionale
sono rientrato a Livorno ancora molto compreso nell’emozione che ha provato ancora una volta per la mia partecipazione al Raduno dellANMI.
Ovviamente la  nota più significativa dell’evento è stata offerta dalla vivace, entusiastica e coinvolgente  massa di Soci e familiari venuti da ogni parte d’Italia che a parer mio hanno pienamente testimoniato quanto estesa e radicata sia la passione per il mare e per il servizio che tutti noi abbiamo svolto con grande dedizione.
Sono convinto che ti sarai sentito orgoglioso di essere il Leader di una famiglia così grande che ha dimostrato anche in questa occasione spirito di sacrificio e volontà di ben figurare.
A monte di tutto c’è ovviamente la tua spinta e determinazione  e la buona volontà del tuo Staff e di quello del Gruppo di Ravenna che hanno consentito di affrontare e risolvere le innumerevoli problematiche connesse con un evento di tale portata ed organizzarlo così bene.
In aggiunta a quanto precede tengo particolarmente a congratularmi con te per il discorso fatto in Piazza del Popolo in occasione del Concerto nel quale hai chiaramente evidenziato ciò che  stà veramente a cuore a  tutti i nostri Soci e per le conclusioni al termine dell’evento  che hai voluto indirizzare nell’intento che pervenissero a chi di dovere. Le tue parole hanno sicuramente posto l’accento sul fatto che noi non siamo e non dobbiamo essere un peso per la nostra Forza Armata , al contrario dobbiamo rappresentare i pilastri sui quali  Lei si possa appoggiare , e come tali desideriamo essere considerati.
Per concludere ciò che resta nel cuore di ognuno di noi , dopo il Raduno , è la consapevolezza di essere parte di una splendida organizzazione che  merita di progredire anche a fronte delle grandi difficoltà del momento.
La Delegazione Toscana Meridionale è al tuo fianco per quest’obbiettivo.
C.A. Luigi Bruni  DRTM

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: mostra al Raduno
Data: 13/05/2015 11:30
Mittente: Gianfranco <gianfranco@munerotto.com>
Destinatario: Paolo Pagnottella <presidente@marinaiditalia.com>

Buongiorno Ammiraglio,
spero che stia meritatamente riposando dopo le fatiche del Raduno, che mi pare si sia concluso positivamente.
Volevo ringraziarla per l’occasione concessami, perché la mostra che mi ha riservato è stata molto soddisfacente: l’ambiente era spazioso e adatto, e organizzato in modo perfetto.
Mi piacerebbe ancora ringraziare, per suo tramite, l’ANMI e i suoi soci che si sono prodigati con grande cortesia e hanno garantito un servizio di apertura e sorveglianza elegante ed inappuntabile.
Data la sua non rara frequentazione di Venezia, sarei felice di poterla salutare in occasione di una sua prossima venuta. A presto, spero!
Gianfranco Munerotto

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: R.N. – Ravenna.
Data: 13/05/2015 04:15
Mittente: dr.veneto.w@marinaiditalia.com
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com
Caro Ammiraglio,
grazie di tutto. A Ravenna si è potuto respitare e vivere tanta aria di vera marineria e buone organizzazione. Tutto questo lo si deve all’ottimo lavoro svolto da Lei e dai Suoi meravigliosi Collaboratori  Anche a nome di tutti i miei Gruppi, rinnovo il mio sentito grazie.
Cordialità    Pino Fabrello

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Raduno Ravenna
Data: 13/05/2015 19:10
Mittente: cn.toscana.s@marinaiditalia.com
Destinatario: Paolo Pagnottella <presidente@marinaiditalia.com>
Amm.P.Pagnottella
Senza fronzoli e convenevoli,devo ringraziarla della ottima riuscita del Raduno di Ravenna,congratularmi con Lei che so’ dispone tutto il Suo impegno e la Sua professionalità in ogni cosa alla quale si impegna per la nostra Associazione.
Grazie ancora. C.N T/M Roberto Scalabrini

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Assemblea Presidenti – Raduno Nazionale
Data: 13/05/2015 11:43
Mittente: Gesumino Laghezza <laghezzamino@gmail.com>
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com

Gentile Presidente,
innanzi tutto invio le più vive congratulazioni da parte della Delegazione e del sottoscritto *a Lei ed a tutta la Presidenza Nazionale* per la conduzione, la riuscita ed il valore dato al XIX Raduno Nazionale di Ravenna.
Durante l’Assemblea i Presidenti della Puglia Sett. e la Basilicata non hanno avuto modo di intervenire in maniera efficace a proposito del punto riguardante l’allineamento del limite dei mandati consecutivi fra le cariche sociali.
Pertanto, pur consapevoli che l’allineamento è stato approvato, mi hanno chiesto di inviare comunque il testo dell’intervento da loro concordato e sottoscritto per quella occasione.
Saluti, D.R. Mino Laghezza.

ODG_Puglia_N_Basilicata

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Mittente: Anmi Bernalda <anmi.bernalda@gmail.com>
Destinatario: Paolo Pagnottella <presidente@marinaiditalia.com>
Cc: AMMIRAGLIO CIULLI GIUSEPPE <g.ciulli@gmail.com>, Gesumino Laghezza <laghezzamino@gmail.com>

Gentilissimo Presidente Nazionale,

Le inoltro l'email che ho ricevuto dal Sindaco del Comune di Bernalda, dopo avergli portato a conoscenza della Sua lettera di ieri, la quale, mi ha riempito di gioia ed orgoglio, più di quanto possa meritarmi.
Vorrei cogliere l'occasione, Signor Presidente, per rivolgere al Lei ed ai suoi cari, i nostri più calorosi Auguri di Buona Pasqua da parte mia e da tutti i Soci del Gruppo di Bernalda.
Con l'augurio di rincontrarci al Raduno Nazionale di Ravenna, cordialmente saluto.

ANMI Bernalda
Il Presidente
Carlo Benedetto


---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Bortone Antonio <antonio.bortone@comune.bernalda.matera.it>
Date: 25 marzo 2015 10:44
Oggetto: I: ANMI
A: anmi.bernalda@gmail.com


Caro Presidente,

siamo noi a dover ringraziare l’ANMI di Bernalda per aver lavorato duramente ed a lungo in questi mesi per donarci il monumento ai caduti del mare. Nell’occasione mi complimento anche per l’organizzazione, la
cerimonia è risultata gradevole a tutti e questo è sicuramente merito vostro. Tale dono ha davvero un grande valore commemorativo,ma, per la mia comunità che non vive un periodo facile, ha in sé anche un grande
significato di speranza.
Un’ultimo pensiero, ancora più lieto, consentimi di rivolgerlo al vostro Presidente Nazionale. L’ammiraglio Pagnottella è stato colui che ha davvero impreziosito con la sua presenza la giornata di sabato, la sua autorevolezza e la sua grande facoltà comunicativa hanno trasmesso a tutti i presenti, bambini compresi, la vera essenza della cerimonia: avere a monito il passato per meglio protrarsi al futuro ispirandosi a modelli di vita sani e di valore.
Trasmettigli un caro saluto da parte di tutta l’amministrazione con la
promessa di vedersi al Raduno Nazionale,

a presto,

Domenico Tataranno
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-------- Messaggio originale -------- 25/02/2015 18:34 OGGETTO: Marinai Italiani imprigionati in India MITTENTE: "Marzio Vallo" <mvallo@omel.com.br> DESTINATARIO: <giornale@marinaiditalia.com> Egregio Ammiraglio Paolo Pagnotella, Buon Giorno! Siamo, io e mio fratello, lettori assidui della pubblicazione "Marinai d'Italia". Mio fratello è abbonato, la legge e poi la passa a me. L'ultimo numero che ho letto è quello di Novembre 2014. Ci permettiamo di scriverle, perché leggiamo sempre il vostro Editoriale e ci angoscia molto il caso dei due marinai italiani imprigionati in India da 1000 giorni (a novembre 2014). Se angoscia noi, pensiamo ai suoi parenti, amici e colleghi marinai allora … . Ma come è possibile che nessuno del Governo riesca a fare qualche cosa …(Non sappiamo se c'è stata qualche novità dallo scorso Novembre 2014). Nostro padre, Giovanni Vallo, anche lui fu marinaio. Basato a La Spezia,fu mandato in Crimea e Russia con i MAS. Medaglia di Bronzo al Valore Militare. Mio zio, Mario Vallo, anche lui fu di Marina, al ufficio tecnico e poi sui MAS. Viviamo in Brasile, io sono Brasiliano e Italiano. Mio fratello anche, però la marina l'abbiamo nel sangue. Ho servito nel esercito brasiliano, scuola di ufficiali di complemento,nel Arma di Cavalleria … So cosa sia lo "sprit de corp". Non possiamo più permettere un altro anno a questi marinai, questi ITALIANI come noi. Mi scusi, lei a già fatto tutto il umanamente possibile e ci pare anche da solo, ma mi domando e vi domando, cosa possiamo fare in più ? Cosa lei potrebbe fare in più, con più aiuto ? Le dico cosa pensiamo e poi lei veda e decida se è possibile farsi. Lei è al comando come Egregio Presidente della ANMI. La ANMI, è una fitta rete attraverso il mondo, da tutte le parti c'è qualche marinaio o simpatizzante. Usiamo questa fitta rete per "disturbare", attraverso di atti di divulgazione e "assolutamente pacifici" il problema dei marinai in prigione. Abbiamo una battaglia, una battaglia fiera, onesta, civile, per un motivo giusto …. LA LIBERTÁ DEI NOSTRI MARÓ !!! blue_double
Da: Mario Rossetto
Data invio: ‎mercoledì‎ ‎4‎ ‎febbraio‎ ‎2015 ‎17‎:‎04
A: Paolo Pagnottella

Carissimo  Presidente,

tardo un po’ a mandarLe i ringraziamenti estesi anche ai lettori della nostra bella rivista, per gli auguri per i miei 100 anni che ho gradito molto, a causa delle mie attuali condizioni di salute.

Ringrazio tutti per l'affetto che mi avete dimostrato e ricambio ed in particolsre Lei  per il bel regalo e le belle parole di stima.

Molti cordiali saluti

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Data: 28/11/2014 17:26
Mittente: Massimiliano Monti <massimilianomonti15@gmail.com>
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com
Cc: segreteria@marinaiditalia.com

Egregio Ammiraglio di Squadra Paolo Pagnottella, Presidente Nazionale ANMI

Mi chiamo Massimiliano Monti, socio aggregato  A.N.M.I. sezione di Roma e figlio di Roberto Monti, ex sottufficiale  della Marina Militare Italiana proveniente dalle scuole C.E.M.M. e socio effettivo A.N.M.I.
Le scrivo per ringraziarla della convenzione firmata con l' Università Lumsa di Roma che mi ha permesso come socio A.N.M.I.  di conseguire la laurea specialistica in Relazioni Internazionali.
Non ho conoscenza pratica nel campo della Marina, se non quelle raccontate da mio padre durante tutto il corso della mia vita, tuttavia vengo da una lunga carriera sportivo professionista nella pallacanestro italiana dove ho difeso i colori del mio paese anche con la Nazionale Militare.
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Ho capito a mie spese cosa significa difendere l'onore, una caratteristica che accomuna uomini come Lei e come mio padre ma che sta passando in desuetudine e che mi ha permesso di comprendere pienamente il vostro motto: "Marinaio per un giorno, Marinaio per sempre".
La ringrazio per il Suo tempo prezioso che vorrà dedicarmi.
Cordiali saluti

Massimiliano Monti

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 -------- Messaggio originale -------- Oggetto: Fwd: Patria Data: 21/07/2014 08:40 Mittente: giornale@marinaiditalia.com Destinatario: Paolo Pagnottella <presidente@marinaiditalia.com> -------- Messaggio originale -------- Oggetto: Patria Data: 18/07/2014 22:42 Mittente: giovanni rognini <giovanni.rognini@gmail.com> Destinatario: giornale@marinaiditalia.com Al Presidente: vorrei ringraziarti per le parole che hai usato e lo spirito profuso nello scrivere il tuo editoriale e il "tutti a ravenna!!" nel mensile n.5.Spirito e parole che condivido e che hanno guidato e guidano il mio percorso di uomo, ufficiale e italiano soprattutto.  Teniamo duro contro chi vuole demolire il nostro  Paese e Tu continua a scrivere i tuoi duri editoriali. Il tuo amico Giovanni
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-------- Messaggio originale -------- Oggetto: Sottufficiali GIRONE Salvatore e LATORRE Massimiliano Data: 03/06/2014 07:52 Mittente: Porta Michele <MPorta@lavoro.gov.it> Destinatario: "presidente@marinaiditalia.com" <presidente@marinaiditalia.com> Stimatissimo Signor Presidente, mi permetto di saltare la via gerarchica per esprimerLe la mia più viva soddisfazione per averLa vista sfilare su Via dei Fori Imperiali, in occasione della Festa della Repubblica ieri, due giugno, con esposto il "Fiocco Giallo" che ricorda ai nostri due Sottufficiali così ingiustamente trattenuti in quell'infelice paese. Com'è lontano, fortunatamente, quel due giugno in cui Le impedirono, inqualificabilmente, di esporlo con la giusta fierezza e dignità: quella stessa fierezza e dignità che sono state profuse nella video - conferenza tenutasi sempre ieri alla presenza della Commissione Difesa ed Esteri della Camera da Capo Latorre e Capo Girone. L'anno scorso Le avevo scritto, forse con un po' troppa veemenza, su questo argomento e pertanto quest'anno ho sentito il dovere di riconoscerLe, insieme a diversi suoi Colleghi e con gratitudine, l'azione intrapresa. Confidando ancora nella Sua fraterna comprensione, voglia accettare, Signor Presidente, i miei più deferenti ossequi. ex Marinaio Com. 1 cl. Porta Michele 55SV1031 Tess. n. 361473 Gr. ANMI Savona
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-------- Messaggio originale -------- Oggetto: gli SDI con ANMI Data: 16/05/2014 14:15 Mittente: associazione nazionale sdi marina <ansdim_info@yahoo.it> Destinatario: presidente@marinaiditalia.com Egregio Ammiraglio, dopo i frequenti contatti iniziali, il nostro scambio epistolare si è ridotto, ma la collaborazione con la ANMI e con il Gruppo di Brussa è proseguita costantemente a gonfie vele. Ogni anno, ormai dal 2012, iscriviamo nei tabulati ANMI, circa 120 soci SDI, contenti di entrare a far parte della nostra grande famiglia. Nel corso dell'anno alcuni nostri SDI hanno presenziato ai principali appuntamenti nazionali del Gruppo San Marco, anche a favore della liberazione dei due fucilieri, nelle manifestazioni patrocinate da ANMI PN. Come saprà, il prossimo 2 giugno, uno dei nostri consiglieri, il Sgt MA/SDI Felici parteciperà al defilamento a Roma. Felici, che sta attivamente prendendo parte alle impegnative prove, rappresenterà, per la prima volta, dopo circa 40 anni, nella storia degli SDI, la nostra specialità, durante questa significativa festa. Ne siamo lieti e orgogliosi! Parteciperemo inoltre in massa al Raduno Nazionale ANMI a Ravenna nel 2015, e sin d'ora i nostri sforzi organizzativi sono concentrati su questo grande evento. Conti sempre su di noi! Con stima e riconoscenza. Sgt MA/SDI Gianluca Ciancio
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-------- Messaggio originale -------- Oggetto: Data: 16/05/2014 08:55 Mittente: "gino.raimondi@libero.it" <gino.raimondi@libero.it> Destinatario: presidente@marinaiditalia.com Caro e stimato Sig. Presidente Nazionale ANMI, Buon giorno eccomi ancora qui ad importunare con uno scritto,  penserà Lei. Le prometto che non lo farò più per un pò di tempo. Desideravo però trasmettere a qualcuno queste mie preoccupazioni e pensieri. E a chi se non al proprio Presidente Nazionale?   Del resto credo che, quando Lei ha istituito la rubrica "scrivi al Presidente Nazionale" non pensasse solo a messaggi di ringraziamenti o di compiacimenti. La saluto con stima e cordialità, arrivederci in Crociera. Gino Raimondi. lettera_gino_raimondi_2014_05_16blue_double

——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Notiziari
Data: 28/04/2014 21:12
Mittente: Associazione Decima Flottiglia MAS <segreteria@associazionedecimaflottigliamas.it>
Destinatario: “Amm. Sq. Paolo Pagnottella” <presidente@marinaiditalia.com>

*Ammiraglio, buonasera.
Ci sentiamo in obbligo di complimentarsi con Lei, per i meravigliosi
Editoriali del ns. mensile “Marinai d’Italia”. ( n. 12 bis 2013 e n. 1/2 del 2014)
Molto bello anche l’articolo “Che fine ha fatto la motonave Hedia”. Tutti senza
mezzi termini e riguardo per nessuno.  Ci è gradita l’occasione per porgerLe i
ns. migliori saluti.

Segreteria Nazionale Decima Flottiglia Mas / A.N.M.I.
Sergio Pogliani*

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: info
Data: 15/03/2014 17:46
Mittente: “simoninho89@libero.it” <simoninho89@libero.it>
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com

Buonasera Presidente.
Sono Simone, un vfp4, ed ho assistito alla Sua conferenza qualche giorno fa a Mariscuola. E’ stata breve ma molto intensa e le attività, nonchè lo spirito ed il motivo dell’associazione, sono molto interessanti. Con questo volevo dire che presto mi iscriverò all’associazione e darò il mio modesto e minimo contributo per crescere e migliorare ed imparare sempre nuove cose.
Detto ciò La saluto Presidente, sperando di incontrarLa nuovamente nel mio futuro.
Distinti Saluti

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Socio ANMI Antonio Sanson sez . di Grado
Data: 23/01/2014 15:36
Mittente: “albifraste@libero.it” <albifraste@libero.it>
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com

Gent.mo Presidente.
Ho il piacere di comunicarLe che il socio Antonio Sanson è arrivato il giorno 14 gennaio c.a. nella marina di San Anna isola della Martinica. dopo aver attraversato felicemente l’oceano Atlantico.
Il giorno 22 ha ripreso la navigazione alla volta dell’arcipelago di San Blas (Panama). Arrivo previsto tra 9/10 giorni.
Cordialmente.
C.Amm. (cong.) Alberto SCUZ

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Fucilieri di Marina
Data: 02/01/2014 12:41
Mittente: “f.lorenzutti@virgilio.it” <f.lorenzutti@virgilio.it>
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com

Signor presidente,le scrivo queste poche righe per ringraziarla per il costante rinnovo della memoria collettiva sul caso dei nostri Fucilieri di Marina, Salvatore Girone e Massimiliano La Torre. Vedo che anziché produrre una azione forte e attenta da parte delle Istituzioni, sembra quasi che il fatto lo si voglia sottrarre alla opinione pubblica quando sarebbe bene invece sensibilizzarla.La dimostrazione lampante è quella che lei ha messo in evidenza nella lettera che ha inviato al Sindaco di Roma, Ignazio Marino. A questo punto, le Istituzioni, per me in uno stato comatoso, reagiscono solo in funzione di interessi di parte e non per quello primario che è di salvaguardare in ogni modo la dignità internazionale della nostra Patria.Un saluto e un augurio per il nuovo anno a lei e ai suoi collaboratori.Ferruccio Lorenzutti (capo RT 2° cl corso ’58)

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: … grazie Presidente
Data: 23/12/2013 15:22
Mittente: “adsgabriotangodance@libero.it
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com

… buongiorno Presidente sono Fiabane Giuliano ex marinaio e socio anmi del Gruppo Giovanni Bosio di Feltre (BL); oggi puntuale è arrivata la “rivista Marinai d’Italia”, come al solito mi sono letteralmente “bevuto” l’Editoriale del Presidete e che dire?… se non apprezzare ogni volta la lezione di vita scritta, l’onestà, l’orgoglio di appartenenza alla Marina e al nostro paese; Presidente è bello sentire/leggere che il nostro rappresentante dia voce con coraggio e determinazione al caso dei nostri fucilieri.
Grazie Presidente, … sono orgoglioso di averla come Presidente; con questa mail le invio da parte mia e della mia famiglia i migliori auguri di  un Buon Natale e un 2014 che ci porti a casa i nostri “Marò”.
Ps:… se mi è permesso… una nota faceta: … “se tesserassimo i nostri fucilieri nelle fila degli irriducibili tifosi della Lazio”… (sicuramente) tempo venti giorni e sono a casa; (ogni riferimento a fatti accaduti è puramente casuale), grazie per questo spazio e per l’attenzione!!!

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: bravo
Data: 08/11/2013 14:46
Mittente: “Pino” <biancag@libero.it>
Destinatario: <presidente@marinaiditalia.com>

Caro Presidente,
dove tocchi, suoni, direbbe mia nonna, e debbo complimentarmi con te per la nuova forte scampanellata fatta alle istituzioni nel tuo editoriale sulla nostra rivista Marinai d’Italia di ottobre circa i nostri due fucilieri (Marò non è corretto e non mi è mai piaciuto!!) ancora trattenuti in India.
Ho solo una riflessione da fare: per me quel “Vergogna” non poteva assolutamente essere rivolto alle nostre istituzioni che bene o male sono intervenute, facendo sforzi sovrumani, per salvare i migranti, ma piuttosto a coloro che hanno incanalato i migranti dalle proprie case fino alle coste africane, che hanno permesso che questi barconi della morte prendessero il mare, ed a coloro che non intervengono prima di noi, pur vedendosi passare i barconi sotto gli occhi.
Insomma, veramente non vedo un italiano, estremista quanto vuoi, lanciare il “vergogna” a coloro che rischiano la propria vita per aiutare quei poveri sbandati. Magari lo vedo meglio lanciato alle istituzioni più lontane, quelle internazionali, che come dici tu ci lasciano soli a combattere queste battaglie, e magari ai nostri governanti che, sempre come dici tu, non sono capaci di coinvolgere in modo adeguato gli altri Paesi affinché sopportino pure loro gli sforzi in mare, insieme a noi.
Ancora complimenti, comunque, e ti saluto con affetto e stima, Pino Bianca.

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Ringraziamenti.
Data: 31/10/2013 15:25
Mittente: “CAPPIELLO Francesco” <capcesco@tiscali.it>
Destinatario: <giornale@marinaiditalia.com>

Vorrei far arrivare al Presidente Nazionale Amm. Paolo Pagnottella i miei sentimenti di stima per quanto espresso nell’Editoriale del nostro mensile “Marinai d’Italia” nel numero 9/10 appena arrivato a casa mia.

In questi tempi in cui una moltitudine di persone, che si trova nei “quartieri alti”, di fronte a fatti che fan ribollire il sangue agli onesti, è disposta a chiudere gli occhi, le orecchie e la bocca pur di continuare a star seduti sulla propria poltrona, è molto difficile trovare una Persona che “alza la voce” e fa sentire senza timori il proprio pensiero onesto e leale in controtendenza con la “moltitudine” servile ….

L’Ammiraglio Pagnottella è uno di questi ….. e lo ringrazio …. per aver dato voce alla mia coscienza…..

Ad maiora ….

S.T.V. C° in congedo_Francesco Cappiello

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Crociera A N M I  2013
Data: 10/10/2013 22:43
Mittente: “ecceluis@libero.it” <ecceluis@libero.it>
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com

Gentilissimo Presidente
N.H. Ammiraglio di Squadra
Paolo Pagnottella

Sono sbarcato da qualche giorno a Napoli.
L’evento di un  viaggio in crociera realizzato nel confort e nell’eleganza di una nave “Favolosa”, attraverso la bellezza della natura e di un mare sempre favorevole, attraverso luoghi ricchi di storia, civiltà ed arte ha reso questa esperienza indimenticabile anche per la premurosa gentilezza del personale della Nave.
Di tutto ciò e della Sua scelta, della Sua capacità umana ed organizzativa La ringrazio e La ringrazio anche per il Suo impegno, l’assistenza e l’accurata programmazione delle nostre giornate a bordo, ove la famiglia dei Marinai ha palpitato con un unico cuore.
Un saluto deferente

Luigi Eccellente
Vice Presidente Gruppo Amm. C.Bergamini – Modena

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fucilier_ in_India
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telegramma_napolitano_2013_05_16

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: R: Tragedia nel Porto di Genova
Data: 14/05/2013 10:08
Mittente: Comandante generale <comandantegenerale@mit.gov.it>
Destinatario: “presidente@marinaiditalia.com” <presidente@marinaiditalia.com>
Caro Ammiraglio
ringrazio Te e tutti i Marinai d’Italia per la vicinanza dimostrata in questo difficile momento. Le Tue parole di conforto ci esortano a proseguire nel nostro quotidiano operare.
Non mancherò di partecipare i Tuoi profondi sentimenti di affetto alle famiglie ed ai militari coinvolti in questa triste vicenda.
Un saluto affettuoso.
Amm. Isp. Capo (CP) Pierluigi CACIOPPO
Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Pierluigi CACIOPPO
Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Cordoglio crollo Torre VTS
Data: 14/05/2013 15:15
Destinatario: “presidente@marinaiditalia.com”

Grazie dell’affetto e della vicinanza che,  il personale della Capitaneria di porto di Genova ed io – commossi – sentiamo fraterni ed autentici e dei quali avevamo ed abbiamo bisogno per affrontare questo tragico momento.

A.I. (CP) Felicio ANGRISANO
Direttore Marittimo della Liguria
Comandante del porto di Genova
DIREZIONE MARITTIMA DELLA LIGURIA
Capitaneria di Porto di Genova
GUARDIA COSTIERA

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ministro_difesa_2013_05_08

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: R: Messaggio
Data: 29/04/2013 16:57
Mittente: CG – URP – Carabinieri <cgurp@carabinieri.it>
Destinatario: ‘Paolo Pagnottella’ <presidente@marinaiditalia.com>

La ringraziamo per le espressioni di vicinanza e di solidarietà che ha voluto formulare all’Arma dei Carabinieri e alle famiglie dei militari coinvolti nei recenti fatti di cronaca.
Testimonianze d’affetto come la Sua costituiscono per noi Carabinieri la sola e autentica gratificazione per il quotidiano impegno al servizio dei cittadini e della Nazione.
Cordialmente.
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri
Piazza Bligny, 2 – 00197 ROMA

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Rif. n.3/2013
Data: 22/04/2013 18:56
Mittente: borghi gianfranco <borgianf@alice.it>
Destinatario: presidente@marinaiditalia.com

Signor Presidente,
Mi congratulo per il Suo editoriale che mi trova perfettamente allineato nella speranza che venga recepito anche di chi dovrebbe agire.
Gianfranco Borghi
già Presidente Gruppo ANMI di Acqui Terme

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——– Messaggio originale ——–
Oggetto: Complimenti
Data: 01/04/2013 20:54
Mittente: “Giancarlo Montin” <monting21@teletu.it>
Destinatario: <presidente@marinaiditalia.com>

Gent. mo Ammiraglio
Mi permetta di formulare a Lei ed a tutto lo staff, in particolare chi ha voluto e scelto l’attuale format del nostro sito.
Il template e tutta la struttura sono veramente belli ma soprattutto comodi, pratici e fluidi.
A tempo perso curo il sito della mia compagna e un po’ me ne intendo. Non pretendo di essere un maestro in materia ma le garantisco che dopo averlo fatto vedere a professionisti mi hanno garantito che è veramente professionale. Bravi! Ancora bravi e grazie per tutto il lavoro che continuate a svolgere con serietà e abnegazione.
Ho ritenuto di doverVi dei ringraziamenti magari anche a nome di chi non usa il computer.
Non mi voglio dilungare di più anche perché non La voglio importunare.
La saluto cordialmente
Giancarlo Montin
Socio del Gruppo di Ferrara.

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