Foto d’epoca
I Soci, per pubblicare la propria foto, devono allegarla ad una mail all’indirizzo:
comunicazioni@marinaiditalia.com
Si consiglia di inviare foto in formato JPG con una larghezza di 500 pixel
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(16/06/2010) - Dal Socio Federico Brasini del Gruppo di Gaeta. La foto è stata scattata nel 1934 nella scuola CREM per Meccanici di Venezia. Il secondo da sinistra, in piedi indicato con la freccia, è Brasini Dario, (padre del Socio Federico), già sopravvissuto all’affondamento del CT Lampo e disperso il 1943 a seguito degli eventi conseguenti all’armistizio dell’ 8 settembre.
L’Ufficiale al centro della foto è invece il CF Ugo Fiorelli, Comandante in 2° della Scuola Meccanici, caduto il 24 aprile 1941 mentre era al comando della motonave ausiliaria armata Egeo. Il Com.te Ugo Fiorelli scomparve in mare con la sua Unità dopo aver sostenuto un durissimo scontro notturno contro una divisione navale nemica. Per il suo eroismo fu decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.
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(11/06/2010) - Il Socio ANMI di Bergamo, MILANI DAVIDE classe 1920, imbarcato sul cacciatorpediniere MONZAMBANO durante la seconda guerra mondiale.

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(24/05/2010) - Una foto d’epoca del socio Greco Ernesto classe 1919 (del gruppo ANMI di Napoli) imbarcato sul C.T. Bersagliere durante 2° Guerra Mondiale.

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(23/12/2009) - Da 2° Capo Giovanni Napolitano. Spett.le redazione, il 21.06.1947 proveniente dall’incrociatore “Scipione africano” (consegnato ai francesi quale bottino di guerra) fui imbarcato sulla corvetta Ape che assieme ad altre corvette della stessa classe, sopravvissuta alla guerra, furono allestite per il dragaggio effettivo, col compito di bonificare il basso e medio Tirreno. Il nostro era un compito ingrato e pericolosissimo, soprattutto perché a causa della struttura metallica ed il pescaggio, le corvette, nate per la caccia ai sommergibili, non avevano le caratteristiche ideali per il dragaggio (cioè strutture in legno e poco pescaggio). La voglia di fare, la buona volontà e la consapevolezza che non vi erano alternative, ci diedero la forza di operare senza tregua e con successo.
Ricordo che in un tranquillo giorno del maggio 1948, a sud dell’arcipelago toscano il dinamometro, al quale io ero addetto, ci segnala di aver agganciato il cavo di una mina che normalmente viene tranciato dalla cesoia e la fa venire a galla. Questa volta, si suppone, che la lama della cesoia si sia rotta ed il cavo non si tranciato; allora aumentiamo la velocità della nave per dare più forza alla cesoia affinché riesca a tranciare il cavo. In altre occasioni, con questa tecnica, avevamo avuto successo.Questa volta invece la mina viene trascinata a rimorchio finché si scontra con un ostacolo (forse un’altra mina). Avviene l’esplosione e questa è enorme e lo spostamento dell’acqua solleva addirittura la poppa della nave deformando la carena ed accartocciando le eliche e tutto ciò nonostante l’esplosione, fortunatamente, si fosse verificata a circa un centinaio di metri dala nave. Questa circostanza ha evitato che ci fossero vittime, ma solo danni materiali.Si rientra in Arsenale a Taranto rimorchiati per i lavori di riparazione. Dal mio foglio matricolare si legge : “dal 21.06.47 al 31.05.48 ha effettuato giorni 77 di effettivo dragaggio”.La mia avventura di dragaggio si conclude ma le corvette continuano la loro pericolosa opera per parecchi anni ancora, fin quando arriveranno dagli USA i veri dragamine; ma il grosso a quel punto era stato ottimamente easeguito dalle nostre corvette.

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(9/12/2009) - Da Luca Ghersi Vice Presidente del Gruppo Vanni Folco di Savona. Per una fortunata coincidenza ho avuto il piacere di ricevere una foto dell’equipaggio del R. Incr. Montecuccoli in visita alla città di Kyoto (Giappone) nell’Aprile del 1938. Credo meriti la pubblicazione sia sul nostro sito che sul giornale “Marinai d’Italia”, chissà che qualcuno riconosca qualche viso!!!! Con il nostro segretario, il noto Maurizio Brescia, siamo in attesa di verificare altro materiale. Ringrazio il Signor Teruo Masuda di Kobe (Giappone), il merito è tutto suo.

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(10/11/2009) Da Carlo Di Nitto Presidente del Gruppo di Gaeta:
“… Nell’immediato dopoguerra, anche mio padre partecipò sui dragamine 313 e 314 alla bonifica del tratto di mare fra l’Elba e La Spezia come ufficiale in 2a. Nella foto, scattata a La Spezia nel mese di ottobre 1946, sono ripresi mio padre Vincenzo Di Nitto (a destra) ed il suo Comandante Santella, del quale ignoro il nome; sono seduti a poppa del Dragamine 314, affiancato al 313: sono i volti di due Marinai, anch’essi protagonisti in quella meritoria impresa che fu la bonifica dei mari italiani dall’insidia delle mine.
Il 314 ed il 313 erano gli ex trawlers meccanici britannici “Ensay” e “Foula”, ceduti dall’Inghilterra all’Italia nel 1946 e rimasti in servizio fino ai primi anni ’60.
A seguire una foto della Regia Torpediniera Ardimentoso, ripresa a Venezia nel mese di agosto 1945. Nel 1949 venne ceduta, con la sigla Z 19, all’URSS in conto riparazioni danni di guerra. La consegna alla Marina sovietica avvenne il 28 febbraio 1949 nel porto di Odessa…”


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